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47-DISTANZA dai CORSI D'ACQUA
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51-EDICOLA FUNERARIA
52-EDIFICIO UNIFAMILIARE
53-ESPROPRIAZIONE
54-INCARICHI LEGALI e/o RESISTENZA IN GIUDIZIO
55-INCARICHI PROFESSIONALI E PROGETTUALI
56-INCENTIVO PROGETTAZIONE
57-INDUSTRIA INSALUBRE
58L.R. 12/2005
59-L.R. 23/1997
60-LEGGE CASA LOMBARDIA
61-LOTTO INTERCLUSO
62-MAPPE e/o SCHEDE CATASTALI (valore probatorio o meno)
63-MOBBING
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68-PERMESSO DI COSTRUIRE (annullamento e/o impugnazione)
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dossier DISTANZA DALLA FERROVIA
anno 2013

EDILIZIA PRIVATANella zona di rispetto ferroviario di cui all’art. 39 del D.P.R. 753 del 1980 vige un vincolo di inedificabilità relativa e non già assoluta, come tale quindi rientrante nella previsione dell’art. 32 e non dell’art. 33 della L. 28.02.1985 n. 47, posto che a’ sensi dell’art. 60 del medesimo D.P.R. 753 del 19890 l’Autorità a ciò competente può assentire deroghe alle distanze dai binari ivi contemplate.
A tale riguardo va evidenziato che la giurisprudenza, a differenza dell’approdo interpretativo qui raggiunto dal giudice di primo grado, unanimemente ormai afferma che nella zona di rispetto ferroviario di cui all’art. 39 del D.P.R. 753 del 1980 vige un vincolo di inedificabilità relativa e non già assoluta, come tale quindi rientrante nella previsione dell’art. 32 e non dell’art. 33 della L. 28.02.1985 n. 47, posto che a’ sensi dell’art. 60 del medesimo D.P.R. 753 del 19890 l’Autorità a ciò competente può assentire deroghe alle distanze dai binari ivi contemplate (cfr. al riguardo, ad es., Cons. Stato, Sez. V, 13.02.1997 n. 158; del tutto costante sul punto anche la giurisprudenza in primo grado: cfr., ex plurimis, TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. II, 04.08.2008 n. 3593, TAR Toscana, Sez. III, 18.01.2010 n. 37 e, tra le più recenti, TAR Puglia, Lecce,sez. III, 12.09.2012 n. 1518; per completezza espositiva va detto che la fascia di rispetto di cui all’art. 49 del D.P.R. 753 del 1980 seguita ad essere definita come area di in edificabilità assoluta soltanto dal giudice ordinario e dal Tribunale superiore delle acque pubbliche ai soli fini della determinazione dell’indennità di espropriazione: cfr. in tal senso, ex plurimis, Cass. Civ., Sez. I, 10.11.2008 n. 26899 e Tribunale superiore delle acque pubbliche, 13.10.2010 n. 140)
(Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 05.04.2013 n. 1902 - link a www.giustizia-amministrativa.it).

anno 2012

EDILIZIA PRIVATA: L’art. 49 del D.P.R. 753/1980 prevede che la distanza minima delle costruzioni dalle ferrovie debba essere di almeno 30 metri.
La finalità del vincolo è quella di impedire la realizzazione di costruzioni che pregiudichino la sicurezza e la regolarità dell’esercizio delle ferrovie. Solo particolari circostanze locali possono giustificare riduzioni di tale distanza.
Nel caso di specie, risulta che il fabbricato di proprietà dei ricorrenti si trova ad una distanza inferiore ai tre metri dalla sede ferroviaria.
E’ evidente, pertanto, che proprio tale estrema vicinanza del fabbricato costituisca di per sé ragione di pericolo per la sicurezza e la regolarità del traffico ferroviario e dunque valido motivo di diniego della deroga, non potendo la fascia di rispetto essere ridotta fino all’annullamento della stessa.

L’art. 49 del D.P.R. 753/1980 prevede che la distanza minima delle costruzioni dalle ferrovie debba essere di almeno 30 metri.
La finalità del vincolo è quella di impedire la realizzazione di costruzioni che pregiudichino la sicurezza e la regolarità dell’esercizio delle ferrovie. Solo particolari circostanze locali possono giustificare riduzioni di tale distanza.
Nel caso di specie, risulta che il fabbricato di proprietà dei ricorrenti si trova ad una distanza inferiore ai tre metri dalla sede ferroviaria.
E’ evidente, pertanto, che proprio tale estrema vicinanza del fabbricato costituisca di per sé ragione di pericolo per la sicurezza e la regolarità del traffico ferroviario e dunque valido motivo di diniego della deroga, non potendo la fascia di rispetto essere ridotta fino all’annullamento della stessa. Di conseguenza, la società R.F.I., a motivazione del proprio parere, non avrebbe potuto aggiungere altro rispetto all’affermazione dell’esistenza di tale potenziale pericolo.
Peraltro, il predetto ente ha anche proposto la soluzione ragionevole di accorpare il garage in questione all’abitazione, in modo da portarlo a distanza superiore ai tre metri dalla sede ferroviaria. Spetterà poi al ricorrente proporre tale soluzione al Comune in modo da evitare la demolizione, ma tale possibilità e le conseguenti scelte dell’amministrazione non costituiscono oggetto del presente giudizio (
TAR Veneto, Sez. II, sentenza 07.11.2012 n. 1348 - link a www.giustizia-amministrativa.it).

EDILIZIA PRIVATA: Il vincolo di rispetto ferroviario è sempre stato considerato come vincolo di inedificabilità relativa e non assoluta.
Tale qualificazione ha consentito, tra l’altro, di permettere l’utilizzo dell’autorizzazione in deroga anche in sanatoria di edificazioni già compiute, rendendo evidente come il mero ritardo nella richiesta, anche quando proposta tramite un soggetto terzo, e nel rilascio di tale autorizzazione, non possano portare all’illegittimità della concessione edilizia rilasciata.

Il citato d.P.R. 11.07.1980, n. 753 “Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto”, all’art. 60, prevede: “Quando la sicurezza pubblica, la conservazione delle ferrovie, la natura dei terreni e le particolari circostanze locali lo consentano, possono essere autorizzate dagli uffici lavori compartimentali delle F.S., per le ferrovie dello Stato, e dai competenti uffici della M.C.T.C., per le ferrovie in concessione, riduzioni alle distanze prescritte dagli articoli dal 49 al 56.
I competenti uffici della M.C.T.C., prima di autorizzare le richieste riduzioni delle distanze legali prescritte, danno, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, comunicazione alle aziende interessate delle richieste pervenute, assegnando loro un termine perentorio di giorni trenta per la presentazione di eventuali osservazioni.
Trascorso tale termine, i predetti uffici possono autorizzare le riduzioni richieste
”.
Nel caso in esame, risulta agli atti come il soggetto preposto alla tutela, ossia RFI - Rete Ferroviaria Italiana, avesse effettivamente autorizzato il citato intervento relativo alla stazione autolinee, in deroga alle distanze minime previste dai binari e dalle rotatorie ferroviarie più vicine, con lettera del 25.10.2002, dove espressamente si legge: “autorizza l'intervento in oggetto alla distanza minima di mt. 9,60 dalla più vicina rotaia FS”.
Le parti appellate lamentano tuttavia come la detta autorizzazione in deroga non sia in ogni caso legittima, non potendo incidere sulla correttezza della concessione rilasciata, sia perché non comprendente tutte le opere realizzate, ed in specie l’ulteriore recinzione posta a distanza ancora inferiore dal tratto delle rotaie, sia per i vizi procedurali che la connotano.
Gli ulteriori profili di censura non possono essere condivisi.
In merito poi alla recinzione, non vi sono elementi che inficino l’affermazione del Comune per cui questa fosse un manufatto esistente e non di nuova costruzione, tanto da essere indicata nel progetto di cui alla concessione come mera ricostruzione, e quindi non integrante i presupposti per l’applicazione dell’autorizzazione in deroga di cui al citato art. 60 e, quindi, nemmeno a legittimare una richiesta di provvedimento in tal senso.
Rispetto poi ai profili procedurali di tale rilascio, e quindi in relazione al tema della tardività del rilascio ed al soggetto al quale la stessa è stata rilasciata, occorre ricordare come in giurisprudenza, il vincolo di rispetto ferroviario sia sempre stato considerato come vincolo di inedificabilità relativa e non assoluta. Tale qualificazione ha consentito, tra l’altro, di permettere l’utilizzo dell’autorizzazione in deroga anche in sanatoria di edificazioni già compiute (ad esempio in relazione ai profili di sanatoria di abusi edilizi, vedi da ultimo TAR Toscana, sez. III, 18.01.2010 n. 37), rendendo evidente come il mero ritardo nella richiesta, anche quando proposta tramite un soggetto terzo, e nel rilascio di tale autorizzazione, non possano portare all’illegittimità della concessione edilizia rilasciata (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 19.09.2012 n. 4974 - link a www.giustizia-amministrativa.it).

EDILIZIA PRIVATADagli artt. 49 e 60 del dpr n. 753/1980 la giurisprudenza ha ritenuto di dover ricavare la regola che i medesimi siano applicabili non solo all'erezione di un manufatto del tutto nuovo, ma anche alle modifiche a manufatti esistenti capaci comunque di aggravare la limitazione della visuale, ed inoltre ha precisato che tali norme richiedono che l’autorizzazione in deroga sia rilasciata prima dell'inizio dei lavori, perché, trattandosi di opere che incidono sulla sicurezza ferroviaria, la deroga condiziona la stessa possibilità di rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione del manufatto.
L’art. 49 del DPR 11.07.1980, n. 753, recante “norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto” dispone che “lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie ad una distanza, da misurarsi in proiezione orizzontale, minore di metri trenta dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia”, e l’art. 60 prevede che le distanze siano derogabili dagli uffici lavori compartimentali delle F.S., per le ferrovie dello Stato “quando la sicurezza pubblica, la conservazione delle ferrovie, la natura dei terreni e le particolari circostanze locali lo consentano”.
Dalle norme citate la giurisprudenza, tenuto conto della loro ratio, ha ritenuto di dover ricavare la regola che le medesime siano applicabili non solo all'erezione di un manufatto del tutto nuovo, ma anche alle modifiche a manufatti esistenti capaci comunque di aggravare la limitazione della visuale (cfr. Cassazione civile, Sez. I, 25.09.1996, n. 8452), ed inoltre ha precisato che tali norme richiedono che l’autorizzazione in deroga sia rilasciata prima dell'inizio dei lavori, perché, trattandosi di opere che incidono sulla sicurezza ferroviaria, la deroga condiziona la stessa possibilità di rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione del manufatto (cfr. Tar Campania, Napoli, Sez. II, 11.04.2008, n. 2075).
In base a tali premesse il Collegio ritiene che il rispetto delle norme citate avrebbe richiesto il preventivo ottenimento di una nuova autorizzazione per ottenere la deroga ad innalzare di circa cinque metri il manufatto già esistente in fregio alla linea ferroviaria ad una distanza inferiore a quella stabilita dalla legge
(TAR Veneto, Sez. III, sentenza 08.03.2012 n. 333 - link a www.giustizia-amministrativa.it).

EDILIZIA PRIVATA: Il vincolo di inedificabilità relativa posto dall'art. 49 DPR 753/1980 (distanza minima dalla ferrovia) è determinato da ragioni di sicurezza, non di tutela dell’ordinato assetto del territorio, e può essere derogato, quando la situazione concreta lo consenta, su autorizzazione degli uffici ferroviari preposti alla tutela del vincolo stesso: é evidente come l’esercizio di quest’ultimo potere, previsto dall’art. 60 del d.P.R. n. 753/1980, non possa essere condizionato dalla circostanza che le norme urbanistiche locali non vi abbiano fatto espresso riferimento.
Con il secondo motivo di ricorso, gli esponenti denunciano la violazione della vigente prescrizione urbanistica di livello locale che impone di costruire ad una distanza non inferiore a metri 30 dalla linea ferroviaria, mentre il nuovo edificio disterebbe appena metri 15 dalla più vicina rotaia.
Più precisamente, gli esponenti rilevano come l’art. 19 delle n.t.a. richiami puntualmente il divieto stabilito dall’art. 49 del d.P.R. n. 753/1980, senza tuttavia contemplare le possibilità di deroga previste da quest’ultima disposizione, con la conseguenza che il citato limite di metri 30 non potrebbe essere superato neppure in forza di apposita autorizzazione dell’autorità preposta alla tutela del vincolo.
L’accennata prospettazione è priva di pregio giuridico.
Il vincolo di inedificabilità relativa posto dal citato art. 49 è determinato, infatti, da ragioni di sicurezza, non di tutela dell’ordinato assetto del territorio, e può essere derogato, quando la situazione concreta lo consenta, su autorizzazione degli uffici ferroviari preposti alla tutela del vincolo stesso: é evidente come l’esercizio di quest’ultimo potere, previsto dall’art. 60 del d.P.R. n. 753/1980, non possa essere condizionato dalla circostanza che le norme urbanistiche locali non vi abbiano fatto espresso riferimento.
Nel caso in esame, pertanto, l’edificazione è stata legittimamente assentita in deroga alla distanza minima dalla linea ferroviaria, sulla base di specifica autorizzazione in deroga rilasciata da R.F.I. in data 13.01.2011, in atti
(TAR Piemonte, Sez. I, sentenza 12.01.2012 n. 17 - link a www.giustizia-amministrativa.it).

anno 2011

EDILIZIA PRIVATA: Vincolo di rispetto ferroviario - Art. 49 DPR n. 753/1980 - Natura - Vincolo di inedificabilità relativo.
Il vincolo di rispetto ferroviario di cui all'art. 49 del DPR 753/1980, rappresenta un vincolo di inedificabilità relativa e non assoluta.
Infatti, ai sensi dell'art. 60 del DPR citato, gli uffici compartimentali di F.S. possono autorizzare riduzioni delle distanze fissate dagli art. 49 e 55; inoltre l'art. 50, comma 1°, dello stesso DPR stabilisce espressamente che il divieto ex art. 49 "si applica a tutti gli edifici e manufatti i cui progetti non siano stati approvati in via definitiva dai competenti organi" alla data di entrata in vigore del DPR 753/1980, mentre i vincoli di inedificabilità assoluta, ai sensi dell'art. 33 della legge 47/1985, sono tali solo "se siano stati imposti prima dell'esecuzione delle opere".
Ne segue che il vincolo ex art. 49 del DPR n. 753/1980, in quanto relativo, si applica anche agli abusi preesistenti e quindi alla odierna fattispecie, come ritenuto dalla giurisprudenza oramai consolidata dopo la pronuncia in tal senso della Adunanza Plenaria n. 20/1999 del Consiglio di Stato (TAR Emilia Romagna-Bologna, sez. II, 04.08.2008, n. 3593) (TAR Emilia Romagna-Bologna, Sez. I, sentenza 01.07.2011 n. 552 - link a www.ambientediritto.it).

EDILIZIA PRIVATA: Lungo i tracciati delle linee ferroviarie l’autorizzazione alla deroga delle distanze minime deve considerare la salvaguardia della pubblica incolumità.
La fascia di rispetto ferroviario di cui all’art. 49 del D.P.R. 753/1980 rappresenta un vincolo di inedificabilità relativa –rientrante nella previsione dell’art. 32 della L. 47/1985– derogabile su parere dell’autorità preposta alla sua osservanza (TAR Emilia Romagna Bologna, sez. II – 04/08/2008 n. 3593; TAR Toscana, sez. III – 18/01/2010 n. 37).
Secondo la normativa di cui al D.P.R. 753/1980, lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a distanza inferiore a metri 30 dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia, e la ratio di tale previsione risiede nell’evidente esigenza di tutelare il preminente interesse pubblico alla sicurezza dell’esercizio ferroviario e, ancor prima, alla salvaguardia della pubblica incolumità: in proposito l’autorizzazione alla deroga delle distanze minime –presupposto necessario per il rilascio del titolo abilitativo– costituisce il risultato di una valutazione discrezionale (demandata all’Ente preposto) dei valori antagonisti, secondo il criterio di prevalenza dell’interesse alla protezione della pubblica incolumità (TAR Puglia Bari, sez. II – 06/11/2009 n. 2634)
(TAR Lombardia-Brescia, Sez. II, sentenza 16.02.2011 n. 304 - link a www.giustizia-amministrativa.it).

anno 2010

EDILIZIA PRIVATA: Linea ferroviaria - Fascia di rispetto di 30 metri - Art. 49 d.P.R. n. 753/1980 - Derogabilità - Autorizzazione delle Ferrovie.
La distanza minima di mt. 30 dalla linea ferroviaria prescritta dall’art. 49 del DPR n. 753/1980 è stabilita per ragioni di sicurezza, derogabili, su autorizzazione delle Ferrovie solo quando, secondo una valutazione tecnico-discrezionale, la concreta situazione, in relazione alla natura dei terreni ed alle particolari circostanze che caratterizzano il luogo, lo consenta, garantendo comunque la sicurezza e la conservazione della ferrovia (TAR Toscana, Sez. III, sentenza 04.10.2010 n. 6430 - link a www.ambientediritto.it).

anno 2008

EDILIZIA PRIVATADistanze dalle linee ferroviarie - Tramvie e metropolitane - Autorizzazione in deroga - Artt. 49-56 e 60 D.P.R. n. 753/1980.
In materia di distanze dalle linee ferroviarie -ai fini di polizia, sicurezza e regolarità del loro esercizio- il D.P.R. n. 753/1980 all'art. 49 (al primo comma) ha previsto per le costruzioni lungo i tracciati delle linee ferroviarie una distanza minima di 30 metri dal limite di occupazione della più vicina rotaia, precisando (al secondo comma) che tale limite si applica "solo alle ferrovie, con esclusione degli altri servizi di pubblico trasporto assimilabili ai sensi del terzo comma dell'art. 1".
L'art. 51 del medesimo D.P.R. fissa, per le costruzioni "lungo i tracciati delle tramvie, ferrovie metropolitane e funicolari terrestri su rotaia", la diversa distanza minima di 6 metri dalla più vicina rotaia, pur aumentabile all'occorrenza a 2 metri dal ciglio degli sterri o dal piede dei rilevati e comunque in modo tale da rendere libera la visuale per la sicurezza della circolazione nei tratti curvilinei.
Infine, l'art. 60 dello stesso testo normativo prevede la c.d. "autorizzazione in deroga" cioè che "quando la sicurezza pubblica, la conservazione delle ferrovie, la natura dei terreni e le particolari circostanze locali lo consentono, possono essere autorizzate... (ora dalla Regione) per le ferrovie in concessione riduzioni alle distanze prescritte dagli artt. dal 49 al 56 (Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 23.09.2008 n. 4591 -
link a www.ambientediritto.it).